Frequently Asked Questions

Rispondiamo a tutte le domande frequenti

Se è la prima volta che contatti il nostro Studio Legale avrai sicuramente tante domande. Qui puoi trovare le risposte alle domande più comuni prima di richiedere una consulenza legale.

Certo, possiamo fissare uno o più incontri on-line utilizzando le principali piattaforme (Google Meet, Zoom, Microsoft Teams, Skype, etc.).
Seguiamo clienti totalmente da remoto, salvo sporadici incontri di persona necessitati dall’adempimento di specifiche formalità.

Incontrerai, a seconda delle tue esigenze, un avvocato civilista, un avvocato penalista o un avvocato che si occupa di una particolare materia, al quale esporrai brevemente la tua problematica.

Se l’avvocato riterrà di poter assumere il mandato, ti fornirà un preventivo di spesa per l’attività da compiere. A te poi decidere se affidarci l’incarico.

Prima di contattarci puoi andare alla sezione case history e leggere i casi che abbiamo già affrontato. Se vorrai potrai contattarci al telefono o scriverci nella sezione contatti per fissare un appuntamento. Ti faremo sapere se possiamo assisterti per risolvere il tuo problema.

Leggi qui i casi che abbiamo affrontato.

Puoi telefonarci al numero 0733 203636 e fissare un appuntamento. Puoi anche scriverci una mail a info@torresieassociati.it. Se preferisci, puoi compilare il form nella sezione contatti e darci sin da subito qualche informazione preventiva sul tuo problema.

Tratteremo i tuoi dati in conformità alla privacy policy che puoi leggere qui.

L’avvocato penalista o l’avvocato civilista con cui hai fatto il primo incontro preliminare, ti informerà del costo prevedibile della prestazione e di altre informazioni nel rispetto del principio della trasparenza.

Il compenso professionale per la consulenza legale o l’assistenza legale in giudizio, dipende da molti fattori: la mole dei documenti da studiare, la difficoltà delle questioni giuridiche da affrontare, i contrasti giurisprudenziali sul tema e il valore economico della controversia.

Ecco perché, solo dopo aver studiato la pratica e consultati i documenti, prima di avviare un’azione legale o costituirsi in giudizio, ti sottoponiamo un contratto per l’affidamento dell’incarico di assistenza legale dove i compensi sono stabiliti per tutte le varie fasi del procedimento.

Di regola applichiamo i parametri ministeriali del D.L. 55/2014. Puoi subito renderti conto di quali potrebbero essere i costi.

Per l’assistenza in giudizio o la consulenza legale in ambito stragiudiziale puoi cliccare qui.

Il nostro Studio Legale collabora con aziende delle province di Pesaro-Urbino, Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. I nostri rapporti con alcune aziende sono ultra decennali.

Con queste aziende sottoscriviamo un contratto di consulenza legale di durata annuale per l’attività stragiudiziale che permette al cliente un’assistenza legale continua.

L’attività di consulenza legale che va dalla redazione di lettere di diffida per il recupero del credito, alle contestazioni verso fornitori o clienti; dalla contrattualistica aziendale, alla gestione stragiudiziale delle controversie aziendali, dalla redazione dei regolamenti disciplinari per l’utilizzo degli strumenti informatici aziendali, alla negoziazione di accordi commerciali; dalla formazione del personale per la corretta redazione di comunicazioni aziendali, alla redazione delle condizioni generali di vendita, di acquisto o per l’e-commerce.

Per tutto ciò, viene concordato un importo annuale forfetario in base alle necessità del cliente il quale può anche decidere di avere la presenza di un avvocato in azienda una volta alla settimana.

Qualcuno ci ha fatto questa domanda. Tutti i casi che leggi nella sezione case history sono casi che abbiamo realmente affrontato. Non inseriamo i nomi dei nostri clienti perché ci è vietato dal codice deontologico forense.

L’art. 35 del codice deontologico forense prescrive: “Nelle informazioni al pubblico l’avvocato non deve indicare il nominativo dei propri clienti o parti assistite, ancorché questi vi consentano”.

Mi è stato notificato un “atto”, cosa fare?

Devi prendere un appuntamento il prima possibile al fine di capire la situazione ed evitare decadenze che potrebbero impedire la difesa dei tuoi diritti. Tanti possono essere gli atti, ne abbiamo selezionato qualcuno. Leggi se tra quelli che seguono c’è quello che hai ricevuto.

Dovresti avere 90 giorni per costituirti in giudizio. Ti consigliamo di contattarci subito, un avvocato civilista ti darà una consulenza legale e capirai come meglio procedere.

Occorre leggere attentamente il ricorso e il provvedimento del giudice in modo da capire le tempistiche e l’oggetto della domanda. Il Giudice potrebbe anche aver preso dei provvedimenti temporanei in attesa della tua costituzione. I tempi sono più stringenti rispetto all’atto di citazione. Contattaci, un avvocato civilista o un avvocato che si occupa di diritto del lavoro o della materia oggetto del ricorso può darti una consulenza legale.

Hai 40 giorni di tempo per fare opposizione e far valere le tue ragioni davanti al giudice. Attenzione, il decreto ingiuntivo potrebbe essere immediatamente esecutivo, ossia potresti subire già tra un paio di settimane un pignoramento mobiliare, il blocco dei conti correnti, un pignoramento del tuo stipendio o della tua pensione, un pignoramento del tuo veicolo o il pignoramento della casa.

Contattaci, un avvocato civilista che si occupa di esecuzioni mobiliari e immobiliari può darti una consulenza legale.

Questo atto è di regola preceduto da un altro. Se non hai fatto nulla prima, potresti essere decaduto dalla possibilità di far valere i tuoi diritti. L’atto di precetto ti avvisa che di lì a 10 giorni potresti subire un pignoramento mobiliare, il blocco del tuo conto corrente, il pignoramento del la tua auto, il pignoramento dello stipendio o della pensione o il pignoramento della casa.

Contattaci, un avvocato civilista che si occupa di esecuzioni mobiliari e immobiliari può darti una consulenza legale.

Il Pubblico Ministero dopo aver concluso le indagini svolte, quando non deve richiedere l’archiviazione ed intende esercitare l’azione penale (cioè è convito che dagli atti la persona sottoposta ad indagini sia colpevole), fa notificare all’indagato un avviso che le indagini preliminari sono concluse. L’indagato è così informato che esiste un fascicolo aperto a suo carico (spesso l’interessato nulla sapeva di essere sotto indagini) e il PM lo invita a prendere visione dei documenti in esso contenuti.

Con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che ti è stato notificato puoi conoscere le accuse mosse a tuo carico, la data l’ora ed il luogo del presunto fatto reato e le norme di legge che si assumono violate.

In qualità di indagato puoi depositare documenti, memorie, chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio o depositare le risultanze delle indagini difensive al fine di provare la tua estraneità ai fatti.

È questo il momento in cui occorre nominare un avvocato penalista di fiducia, altrimenti ti verrà assegnato un avvocato d’ufficio.

Contattaci, un avvocato penalista ti può dare una consulenza legale.

È il documento che ufficializza l’esercizio dell’azione penale, l’avviso che si celebrerà un processo penale a tuo carico. Potresti essere notiziato anche in qualità di persona offesa dal reato e potrai decidere di partecipare al processo per chiedere il risarcimento dei danni patiti.

Nel documento che ti è stato notificato leggerai la data in cui è stata fissata l’udienza.

Contattaci subito, un avvocato penalista ti potrà dare una consulenza legale per valutare la strategia difensiva perché già alla prima udienza potrai fare scelte che ti saranno precluse in futuro.

È l’atto con il quale il PM informa l’indagato e la persona offesa (se presente) del compimento di un atto di indagine che necessita obbligatoriamente dell’assistenza tecnica. Con l’avviso di garanzia il PM  ti invita a nominare un avvocato di fiducia, altrimenti ti verrà assegnato un avvocato d’ufficio.

Nell’informazione di garanzia è contenuta altresì l’accusa che viene mossa all’indagato, la data ed il luogo della commissione del reato.

Rientrano invece tra gli atti cd. “a sorpresa” le perquisizioni ed i sequestri, per i quali non vi è l’obbligo per il PM di una preventiva notifica dell’avviso di garanzia all’indagato.

In questi casi, qualora si presentino forze di polizia presso la tua azienda o la tua abitazione, dovranno prima notificarti a mano il provvedimento che li autorizza al compimento dell’atto con l’invito a nominare un difensore di fiducia, che se prontamente contattato, ha diritto di intervenire sul posto per fornirti l’assistenza necessaria.

Contattaci subito al telefono, un avvocato penalista ti potrà seguire e se disponibile potrà essere presente durante lo svolgimento delle operazioni.