Royalties e valore doganale: quando si includono nel prezzo della merce?
Il presente articolo approfondisce il rapporto tra royalties e valore doganale, alla luce dei più recenti orientamenti della Cassazione e delle normative U
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 839/2024) fornisce indicazioni fondamentali sull’inclusione delle royalties nel valore in dogana delle merci importate. La questione è centrale per molte imprese che importano beni prodotti su licenza di marchi registrati o in forza di contratti che prevedano il pagamento di diritti di licenza.
Royalties e valore doganale: obblighi previsti dalla normativa UE
Secondo l’art. 32, par. 1, lett. c), del Codice Doganale Comunitario (Regolamento n. 2913/92), al prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci importate si devono aggiungere i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci stesse, se il compratore è tenuto a pagarli come condizione della vendita.
Tuttavia, per l’aggiunta di tali royalties al valore doganale devono sussistere tre condizioni cumulative (art. 157, § 2, DAC):
- Le royalties non sono già incluse nel prezzo effettivamente pagato.
- Si riferiscono alle merci importate.
- L’acquirente le paga come condizione per la vendita delle merci.
Il caso deciso dalla Cassazione
Nel caso deciso, Guess Europe aveva pagato royalties alla capogruppo Guess Inc. per l’utilizzo del marchio, ma tali diritti non erano stati inclusi nel valore doganale delle merci. La Corte ha ritenuto fondata l’eccezione sollevata dall’Agenzia delle Dogane, cassando la sentenza della CTR Lombardia per non aver verificato adeguatamente il potere di controllo esercitato dal licenziante.
Secondo i giudici, la sussistenza di un potere di controllo deve essere valutata in concreto e può emergere anche in forma indiretta, ad esempio se:
- il licenziante impone il produttore.
- stabilisce le modalità di produzione.
- decide la destinazione commerciale o impone restrizioni ai fornitori.
- riceve il pagamento diretto delle royalties.
La Cassazione richiama i criteri di valutazione della soft law unionale e precisa che è sufficiente un potere di orientamento da parte del titolare del diritto immateriale.
Implicazioni pratiche per gli operatori
L’ordinanza n. 839/2024 ribadisce che, in presenza di un controllo effettivo (anche solo economico) del licenziante sulla produzione, le royalties devono essere incluse nel valore doganale. Le imprese devono quindi:
- Valutare con attenzione la struttura dei propri contratti di licenza.
- Verificare se i diritti di licenza siano condizione per la vendita.
- Documentare eventuali elementi che escludano l’obbligo di inclusione.
Conclusioni
La corretta gestione dei contratti di licenza e l’analisi delle royalties in ambito doganale sono fondamentali per evitare accertamenti e sanzioni. L’ordinanza della Cassazione fornisce un riferimento chiaro per la prassi degli operatori e delle autorità doganali.
Per approfondimenti, consulta la sentenza n. 839/2024 della Corte di Cassazione.