RICHIESTA TARDIVA DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO

RICHIESTA TARDIVA DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO


descrizione del progetto

Chi in sede di separazione non chiede l’assegno di mantenimento, potrebbe vedersi non riconosciuto alcun assegno in sede di divorzio.

In tema di diritto di famiglia, tra le questioni affrontate dall’avvocato divorzista dello Studio Legale Torresi & Associati c’è quella degli aspetti economici legali alla separazione tra coniugi.

Il Tribunale di Macerata ha negato l’assegno divorzile ad una donna che, all’epoca della separazione consensuale, si era dichiarata economicamente autonoma.

La stessa coniuge non aveva fatto richiesta di contributo al proprio mantenimento, né in sede di separazione, né negli anni successivi all’omologa della separazione. Circostanza, questa, che unitamente alla mancata dimostrazione dello squilibrio reddituale tra coniugi, ha portato il Tribunale di Macerata a condividere la tesi difensiva del coniuge assistito dagli avvocati dello Studio Legale Torresi & Associati.

Il giudice ha, così, ritenuto insussistente il peggioramento della condizione economica della donna successivamente alla separazione, non conferendo a tal fine alcun rilievo ai due mutui che la medesima richiedente aveva contratto negli anni e che la stessa aveva posto a fondamento della asserita condizione di difficoltà economica sopraggiunta alla separazione.

La Suprema Corte di Cassazione

Analogamente, nella recentissima ordinanza n. 25646/2021, la Suprema Corte di Cassazione si è espressa in modo analogo, cassando con rinvio la sentenza della Corte di Appello di Cagliari che aveva confermato il riconoscimento di un assegno divorzile in favore di una donna, benché non avesse chiesto un assegno in proprio favore in sede di separazione, intervenuta nell’anno 2008 e lo avesse invece richiesto solo in sede di divorzio nel 2018, ossia dieci anni dopo.

Secondo la Cassazione “detta circostanza avrebbe dovuto indurre la Corte d’Appello a ritenere comprovato – contrariamente a quanto affermato – che l’ex coniuge avesse svolto un qualsiasi lavoro, anche irregolare; vero è infatti che, altrimenti, la signora T. non avrebbe potuto vivere in tranquillità per dieci anni”.