BUONA FEDE E INDEBITA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI CONSULENZA PRETESA DAL PROFESSIONISTA

BUONA FEDE E INDEBITA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI CONSULENZA PRETESA DAL PROFESSIONISTA


descrizione del progetto

Il Tribunale di Macerata rigetta la richiesta di pagamento dei compensi e di risarcimento dei danni avanzata da un professionista nei confronti di un’impresa che opera nella provincia di Fermo

La clausola risolutiva espressa e il principio di buona fede

Il diritto risolvere il contratto, anche se in presenza della clausola risolutiva espressa, è comunque sottoposto al principio di buona fede.

La buona fede è un principio che permea ogni rapporto ed è da tempo individuato dalla Cassazione come il canone di valutazione del comportamento dei contraenti in ogni fase del rapporto: da quella precontrattuale, alla conclusione e successiva esecuzione del contratto.

Dunque, pure in presenza di una clausola risolutiva espressa e dell’esistenza dei presupposti fattuali dalla stessa previsti, per il contraente non inadempiente vige comunque il di rispettare l’art. 1375 c.c., il quale impone in primis di valutare la condotta di controparte in una prospettiva collaborativa. Spetterà poi al giudice valutare le condotte in concreto tenute da entrambe le parti del rapporto obbligatorio.

Il caso

Lo Studio Legale Torresi & Associati ha assistito una società con sede nella provincia di Fermo, convenuta in giudizio dal proprio consulente il quale pretendeva il pagamento dei compensi professionali maturati sino alla risoluzione del rapporto che sarebbe avvenuta per grave inadempimento della medesima società, oltre al risarcimento dei danni per il mancato guadagno.

Introdotto il procedimento sommario di cognizione e instaurato il contraddittorio, proprio in ragione del consolidato principio di buona fede richiamato dalla società convenuta, il Tribunale di Macerata, nell’arco di pochi mesi, ha stabilito che la risoluzione così come intimata dal professionista era contraria a buona fede e ciò, ancorché si fosse verificato il fatto materiale contemplato dalla clausola risolutiva espressa prevista in contratto.

Il professionista ricorrente è stato altresì condannato alla rifusione delle spese processuali.