CHIAMATO ALL’EREDITÀ E CARENZA DI LEGITTIMAZIONE PASSIVA

CHIAMATO ALL’EREDITÀ E CARENZA DI LEGITTIMAZIONE PASSIVA


descrizione del progetto

Lo Studio Legale Torresi & Associati ha assistito più persone, legate tra loro da vincoli di parentela, convenute in giudizio quali presunti eredi dell’intestatario di un bene immobile di cui l’attore invocava l’intervenuto acquisto ad usucapionem.

Poiché nessuno dei convenuti aveva accettato l’eredità, né si era mai trovato nel possesso dei beni ereditari e poiché nessuno di loro aveva intenzione di acquistare la qualità di erede, si è consigliato di procedere con la costituzione in giudizio al solo fine di eccepire e far valere la carenza di legittimazione passiva in capo a ciascun convenuto, vincendo le resistenze di chi, tra i convenuti, riteneva fosse sufficiente rimanere inerti per dimostrare in tal modo il proprio disinteresse verso il giudizio e il patrimonio del de cuius.

Al contrario, secondo la giurisprudenza di legittimità, quando nei confronti di un chiamato all’eredità che non sia nel possesso dei beni ereditari e non intenda diventare erede, è svolta una domanda relativa al patrimonio del de cuius, egli ha l’onere di costituirsi (unicamente) per eccepire la sua posizione di delato e, dunque, la sua carenza di legittimazione passiva; in tal modo impedisce che nei suoi confronti si formi un giudicato di natura sostanziale che potrebbe fargli acquisire, suo malgrado, la qualità di erede.